Educare amando

29. set, 2017

***La conoscenza intuitiva delle madri***

Per comprendere l'universo del bambino è necessario utilizzare la conoscenza intuitiva e non quella razionale dal momento che egli è retto da bisogni e ritmi che sfuggono alle strutture mentali degli adulti. 
La società in cui viviamo non valorizza la conoscenza intuitiva che affiora naturalmente nelle madri e ciò porta le donne a non coltivare la loro capacità di ascoltare e decodificare gli stati d'animo manifestati dai propri bambini.
(Laura Gutman)

Vi aspettiamo numerose il 7 ottobre 2017 ore 17.00 a "La maternità intuitiva e l'incontro con la propria ombra" c/o il Circolo Vie Nuove viale Giannotti 13 Firenze.
Modera Giulia Spagnesi Centro Studi e iniziative America Latina. Intervengono Laura Ferraresi pedagogista e autrice per l'infanzia e Ilenia Mancini terapeuta holistica e compositrice.

28. set, 2017

Il neonato dovrebbe stare tra le braccia della mamma la maggior parte del tempo, sostenuto, toccato, persino "stretto" come di fatto era nell'utero materno. Questo gli permette di essere in contatto permanente con un altro corpo che lo bilancia, lo culla, gli canta e lo contiene. Nell'utero materno il piccolo ha tutte le parti del corpo in contatto con un altro corpo, stretto con confini precisi. E' questa la sensazione che il piccolo ha bisogno di riprodurre. Lo sapzio aereo è infinito. Se no9n c'è contatto completo, la sensazione è quella di cadere in un precipizio.
(Laura Gutman)

Ti aspettiamo il 7 ottobre alle ore 17.00 c/o il Circolo Vie nuove viale Giannotti 13 Firenze per l'incontro "La maternità intuitiva e l'incontro con la propria ombra". Modera Giulia Spagnesi Centro Studi e iniziative America Latina. Intervengono Laura Ferraresi pedagogista e autrice per l'infanzia e Ilenia Mancini terapeuta holistica e compositrice.

17. ago, 2017

Non nascondo il mio interesse verso la filosofia orientale che, insieme ai saggi e pensatori greci e romani, da secoli indica la via verso un vivere quieto, sereno e non separato dal mondo che ci circonda. Il punto focale è sempre lo stesso: impara a non voltarti verso il passato e a non proiettarti verso il futuro, semplicemente resta nel tuo presente.

Per molti è difficile riuscire a mettere in atto questo stato dell'essere, il permanere senza distrazione nel qui e ora sembra essere molto complesso e per farlo ci votiamo alle discipline di meditazione che offrono esercizi, mantra, canti, isolamento e silenzio. Seguiamo le indicazioni dei guru, e ci impegniamo, con notevole sforzo a riconoscere e a rimanere nel presente.

Ma i nostri più grandi maestri sono molto più vicino a noi di quanto possiamo pensare, sono umili e non intonano canti o mantra eccetto che per dormire, quando alle volte li sentiamo cantilenare una nenia che accompagna il loro sonno.

Sono i nostri figli i nostri più grandi maestri. Loro sanno sostare nel presente con grande e giocosa capacità. Osserviamoli mentre giocano o colorano o esplorano il mondo, osserviamo come respirano o come si muovono mentre scrutano un oggetto, o un insetto, o un fiore. C'è in quello che fanno una sorta di magia, di incanto, di sacro appunto perchè innocente, non turbato da pensieri giudicanti. Osserviamo come niente li distrae da ciò che stanno facendo, percepiamo la loro Presenza, il loro Esserci nell'evento che stanno vivendo, bello o brutto che sia, lo esperiscono intensamente nel qui. Ciò che è accaduto un attimo prima o ciò che accadrà un attimo dopo non esiste, nel tempo senza tempo dei nostri bambini.

Osservare un bambino, una bambina fino all'età di due anni con attenzione amorevole e calma ci consente di imparare la semplicità del vivere quieto e sereno, la respirazione meditativa e la gratitudine per le piccole cose. 

  

 

5. giu, 2017

Portare in grembo la propria creatura, è stato da tempo de-naturalizzato, reso come momento in cui la donna debba essere, pensare e agire come prima del concepimento, deve continuare ad essere efficiente sul lavoro e essere pronta a rientrarvi il prima possibile.

Molte donne si vantano del fatto che la gravidanza non le ha limitate in niente, hanno continuato a fare sempre la stessa vita e dopo solo 15 giorni dal parto eccole di nuovo sul "campo" non rendendosi conto di quanto la cultura patriarcale in cui siamo immerse ci abbia tolto il "potere iniziatico" della nascita.

La gravidanza, come il parto sono momenti che vanno vissuti in piena consapevolezza lasciando che la parte più selvaggia e istintiva presente in ogni donna abbia la forza di esprimersi, di dare voce a quell'infinito mondo emozionale che si scatena durante i 9 mesi di gestazione e che poi si sprigiona in tutta la sua carica proprio durante il parto. 

Il corpo parla, il corpo ha una memoria, non solo del nostro vissuto di donne, ma anche di figlie che hanno racchiuso in sè la parte ombra della propria madre, e successivamente quella di se stesse, che non è stata elaborata e che ha bisogno invece di essere messa alla luce, di essere vista, riconosciuta ed espressa. 

Il parto è un momento di rottura, il corpo si apre per consentire al bambino di nascere, e ciò che un attimo prima era Uno ora è Due. Non si tratta solo di una rottura fisica, ma anche emozionale, in cui la donna dovrebbe affidarsi esclusivamente alla propria intelligenza intuitiva, lasciarsi guidare dal corpo, poter esprimere le proprie paure e ansie, poter dar voce ai propri bisogni e necessità, senza sentirsi in colpa o incapace se il parto si dilunga più del previsto. 

Allora c'è bisogno di tempo, di attenzioni, di cure, di ascolto, di coccole, per poter elaborare questa  rottura spirituale (così la definisce Laura Gutman e che io condivido) tra la madre e suo figlio al momento del parto. C'è bisogno di non sentirsi sole, abbandonate o umiliate.

Ma soprattutto c'è bisogno che la donna si riappropri di questi momenti, la gravidanza e il parto, c'è bisogno che torni all'ascolto intuitivo del proprio corpo perchè, come dice la Gutman

"il mondo sarebbe un altro se potessimo accompagnare ogni partoriente nel suo processo personale senza altra scienza che quella del cuore"

 

29. apr, 2017

Mostrate il vostro vero volto quando siete con i bambini. E' fatica sprecata cercare di nascondersi a se stessi e a loro. I bambini leggono le nostre emozioni e se indossiamo una maschera, nel tentativo di non ascoltare la nostra parte in ombra, li confondiamo e soprattutto impareranno a non fidarsi di quello che così chiaramente percepiscono.

I bambini vivono all'interno del corpo emotivo della madre, ne sono avvolti e non separano le proprie emozioni da quelle di lei, sono in totale unità con esso,lo esprimono, lo manifestano. Sta alla madre saper riconoscere e accettare di incontrare la propria ombra attraverso le emozioni del suo piccolo, quando queste persistono dopo che tutte le sue necessità fisiche sono state soddisfatte. Solo in questo modo solleva il bambino dalla responsabilità di portare alla luce ciò che è celato dalla madre.