21. nov, 2015

Affrontare la diversità con parole in rime

Rosabella la pecorella © Illustrazione Diane Duda (Dedicato a Chiara)

Viveva in un prato di un verde variegato
grande quanto uno sguardo incantato,
un gregge di pecorelle
tutte morbide, beate e belle.
I loro giorni trascorsi nei pascoli verdi
erano sempre uguali di cui il conto tu perdi.
Per tutte quelle pecorelle era gioia viva,
ma per una sola era una noia infinita.
Rosabella, così si chiamava,
aveva mille pensieri a cui pensava,
mille modi diversi di vivere la giornata
tanto da far perdere la testa alla sua mamma adorata.
I suoi non eran dispetti
erano piccoli giochetti
per vedere cosa avrebbero fatto gli altri piccoletti
così obbidienti dentro al gregge
che nessuno ammonisce o li corregge.
Perchè solo io, pensò Rosabella,
son così diversa e mi sento più lontana di una stella?
Un giorno lo domandò alla sua mamma
che la strinse al cuore e quasi cantò una ninna nanna.
"Dentro di te cresce libero il canto della natura
che rende meravigliosa ogni creatura.
Tu solo lo senti in questo gregge di pecorelle
per questo ti senti sola e non in mezzo a delle sorelle.
Quindi,amore mio, canta piano piano il canto tuo
e insieme a te io canterò il mio,
aiutiamo chi sta vicino a noi 
a credere in sè e non ai pensieri altrui."
E fu così che Rosabella insieme alla sua mamma
iniziarono a cantare la loro storia più bella
quella dei cuori così beatamete felici
che non si senton soli tra le altre mille voci,
ma son parte di un coro intero
dove ogni piccola nota ha il suo valore vero.