23. nov, 2015

Il buio oltre la siepe (ovvero il male accanto a noi)

Abbiamo parlato ai nostri bambini dei tragici fatti accaduti a Parigi? Pensiamo di proteggerli tacendo, ma loro vivono in questo mondo dove le tragedie sono presenti. Loro ascoltano, capiscono quindi è sempre meglio trovare un po' di tempo per aiutarli a comprendere meglio la realtà. Questo è il miglior modo di dimostrare cosa vuol dire rispetto, rispettando la loro intelligenza.

E allora, dov’è il cattivo? Come è fatto? Quanti anni ha? Cosa indossa? Che lingua parla? Dove abita? 
Ecco che si propaga il sospetto, il pregiudizio, la divisione alimentando noi stessi una cultura del male attivando atteggiamenti violenti,perché,secondo questa cultura, il male si combatte con il male, la violenza si estirpa con altra violenza. Ci neghiamo la possibilità di crescere e di evolvere, perchè decidiamo di restare intrappolati nella rabbia, nel vittimismo, perché scegliamo di non assumerci la responsabilità di un agire rispettoso, in primo luogo verso noi stessi e verso i nostri figli.  

Chi ha ucciso oggi,  era un bambino ieri, lasciato ai margini, chiuso, isolato, ghettizzato, non ascoltato e  non visto.

Vivere in luoghi armoniosi e sereni dove regni il rispetto richiede lavoro e consapevolezza, tempo e pazienza, dedizione e amorevolezza verso i più piccoli, e attivare un sentimento di genitorialità che si allarga anche ai figli che non sono nostri.