12. gen, 2016

Il bambino oppositivo e la sua ricerca dell'armonia

Non è mai facile l’incontro con un bambino oppositivo per un adulto, genitore o insegnante, che non abbia imparato a gestire i propri conflitti interiori, che non abbia saputo abbracciare il proprio giudice interiore, ma soprattutto che non abbia riconosciuto in sé quel grido di ribellione allo status quo, sterile e vuoto di senso.

Infatti questo bambino, che sia nostro figlio o nostro allievo, si muove all’interno di un ambiente carico di conflittualità mai espresse, tenute nascoste e negate da noi adulti che ci preoccupiamo egoisticamente di vivere una quotidianità priva di intoppi, priva di incroci, priva di domande. Ma a questo nostro figlio togliamo la speranza di credere nella risoluzione dei conflitti che  passa inevitabilmente dalla “morte della forma”, da ciò che non è più coerente con lo stato iniziale di equilibrio e armonia.

Ecco che ci griderà il suo dolore, la sua sofferenza attraverso un comportamento “ribelle” sia negli atti che nella parola, in quanto non saprà gestire all’interno ciò che all’esterno è disarmonico. Ci chiederà, attraverso la sua irrequietezza, la ricostruzione di una nuova forma rispettosa di quei valori di cui noi adulti lo accusiamo di rifiutare: onestà, valore della persona, ascolto.

La relazione educativa deve offrire speranza , in essa ci deve essere qualcosa che spinga alla crescita e all’evoluzione di tutti, piccoli e grandi.