25. feb, 2016

La fiducia delegata

Durante a una riunione scolastica presso  un liceo fiorentino, dove i genitori sono stati convocati per un aggiornamento riguardo la gita in montagna che si svolgerà ai primi di marzo, ho visto 13 insegnanti ardimntosi che si sono assunti la responsbilità di portare in gita ben 9 classi per un totale di 160 allievi. Consapevoli dell'impegno che si sono assunti, li ho trovati molto fiduciosi nei loro studenti, senza false retoriche e senza nascondersi dietro a un dito. 

La cosa che più mi ha amareggiata è stato ascoltare le solite lamentele da parte dei genitori sulla mancanza di  rigorosità da parte del gruppo docente di controllare i figli 24 ore su 24, duranti i futuri giorni della gita, al punto che gli stessi genitori dichiaravano che riponevano  la loro fiducia negli insegnanti. 

In primo luogo un genitore deve avre fiducia nel proprio figlio, negli insegnamenti che fino a quel momento gli ha impartito, nelle scelte che gli ha consigliato di fare. Mai questa fiducia deve essere spostata su un altro soggetto, perchè ciò manifesta l' insicurezza, come genitore, di essere riuscito a tramettere i giusti valori e delego l'istituzione scolastica a sopperire al mio posto.

Assumersi la responsabilità del percorso educativo-affettivo compiuto dai nostri figli è parte integrante della crescita del rapporto genitore-figlio che non può essere in alcun modo delegato.

Una gita scolastica in montagna con 160 ragazzi di 17 anni deve essere un momento didattico e di crescita reciproca per tutte le parti coinvolte: per i genitori che si trovano forse alla loro prima esperianza di distacco, per i ragazzi e le ragazze che partecipano a un momento  importante di aggregazione e di crescita personale e per i professori che scoprono i loro allievi sotto nuovi punti di vista.

Le gite scolastiche sono spesso uno specchio in cui il genitore si riflette e ciò che vede spesso non gli piace.