31. mar, 2016

Favole colorate

Spesso l’adulto è dimentico del proprio mondo infantile  che è ancora vivo in lui, ma che solo a sprazzi riesce ad emergere da quei territori a lungo rimasti inesplorati.

Questo è il viaggio che insieme ad alcuni genitori, durante un corso di formazione  è stato compiuto in quel mondo incantato in cui è possibile incontrarsi con autenticità. Lo abbiamo fatto attraverso l’uso delle favole scritte in quell'occasione, che hanno parlato delle emozioni dei nostri bambini e anche  delle nostre, rimaste a lungo sepolte sotto i nostri condizionamenti (il testo  di quelle più significative lo trovate qui sotto).

Ecco che poi i colori ci sono venuti in soccorso per accompagnarci verso il nostro “cucciolo interiore” che da tempo aspettava di raccontare le sue FAVOLE COLORATE.

 LA FAVOLA ROSSA

C’era una volta una palla rossa che scendeva lungo una strada lunga, lunga che finiva nel mare. Saltando, rimbalzando e correndo la palla rossa cadde in acqua e le onde del mare, dopo un lungo tragitto, la fecero approdare su di un’isola.

Sulla spiaggia c’era un bambino che non aveva mai visto una palla rossa. All’inizio la guardò e poi le diede un calcio, la rincorse e poi la prese in mano e la tirò verso il cielo.

La palla rossa era magica e disse al bambino: “ Mi fai male!” e il bambino gli chiese: “ Chi sei?”  “sono una palla rossa magica” rispose la palla. E il Bambino “Sei forse il sole?” “No ero una pallina di natale” riprese a dire la palla rossa “ e caddi dall’albero senza rompermi e rimbalzando e saltando e galleggiando sul mare, sono giunta fin qui.” E il bambino le disse “ Io non ho mai avuto un albero di natale.”

Allora la palla rossa magica fece apparire un grande albero di natale con tante palle rosse uguali a lei.

 LA FAVOLA BLU

C’era una volta una cagnolina che si chiamava Fridina. Abitava in una famiglia dove c’erano tanti bambini che giocavano con lei dalla mattina alla sera. C’era chi le tirava la coda, chi le tirava le orecchie e lei pazientemente sopportava tutte queste dolci angherie. Ma un giorno accadde che era troppo stanca per giocare con i suoi bambini, così decise di colorarsi di blu per non farsi riconoscere. Colorata così i bambini non la trovavano e incominciarono a cercarla. Fridina rimase colpita dall’affetto e dalla preoccupazione dei suoi piccoli amici, così, dopo qualche giorno, decise di tuffarsi dentro la tinozza dove la mamma stava lavando i vestiti. Dopo quel bagno tornò del suo colore e riprese a giocare.

LA FAVOLA GIALLA

In una giornata di sole un piccolo pulcino giallo decise di andare a scoprire cosa ci fosse oltre il pollaio dove viveva.

Dopo un po’ che camminava il pulcino Paolino incontrò un cagnolino che voleva scoprire cose ci fosse oltre la collina.

Insieme intrapresero il cammino e arrivarono in cima alla collina e da lassù videro un campo di grano tutto giallo che ondeggiava al vento.

Si accorsero che tra il grano c’erano dei bellissimi papaveri rossi e il pulcino Paolino disse: “ Voglio raccogliere quei papaveri rossi perché li voglio portare alla mia mamma che non li ha mai visti “.

Quando raggiunse i papaveri, il pulcino Paolino si accorse che erano più alti di lui. Ma tra quei papaveri alti ce ne era uno che era il più piccolo, di nome Rino, che chiamò il pulcino Paolino e gli disse: “ Portami con te che voglio conoscere il pollaio dove vivi” Così Paolino il pulcino, il piccolo papavero Rino e il cagnolino tornarono al pollaio.

LA FAVOLA VERDE

Viveva in un grande prato Verdone mangiasassi che passava tutto il suo tempo cercando sassolini da sgranocchiare.

Un giorno passò di lì una farfalla tutta colorata che si posò su un fiore e si accorse di Verdone mangiasassi per via di tutto quel rumore che faceva quando sgranocchiava i suoi sassolini. La Farfalla chiese a Verdone che cosa si provasse a stare dentro a un prato.  Verdone le rispose: “ Qui c’è fresco umido e silenzio. Mentre tu cosa puoi dirmi da lassù?”

“Io sento il vento che mi accarezza, i raggi del sole che mi scaldano, i suoni del bosco che mi cullano e mi posso posare su tutti i fiori.” Rispose la farfalla.

Allora Verdone le domandò.” Come si fa a diventare una farfalla?”

“Devi fare un bozzolo, ascoltare il silenzio e fare pensieri felici”.

Verdone seguì i consigli della farfalla e ben presto si trovò a volare.