21. apr, 2016

Come educare senza Ego in 4 mosse

Non si può educare senza avere in parte conosciuto la voce dell’Ego che è sempre pronta a giudicare ogni passo che compiamo nei confronti, non solo dei nostri figli, dei nostri allievi, ma soprattutto nei confronti delle relazioni in genere.

I nostri rapporti affettivi e d’amore, che siano per una amica, per il proprio patner, per un collega, sono sempre guidati e sollecitati da uno stato di bisogno che cerchiamo ogni volta di colmare e di appagare. Da qui le aspettative giudicanti che condizionano in modo “malato” le relazioni in quanto non consentono l’ascolto autentico dell’altro. Infatti siamo sempre più spesso centrati sulla nostra visione egoica del rapporto, sul senso di mancanza che proviamo, sul bisogno continuo di rassicurazioni riguardo a noi stessi e alle nostre capacità.

Quante volte cadiamo in queste dinamiche anche con i nostri figli.

Perché non mi ascolta mai e fa sempre di testa sua?(Ego: come si permette sono sua madre)

Non mi ubbidisce, non sono autorevole abbastanza (Ego: non valgo niente)

Fa sempre le bizze eppure la accontento in tutto (Ego: sono una brava madre, come si permette…)

Perché non capisce quanto mi fa male il suo silenzio? (Ego: non ha alcun rispetto di me)

Impariamo a riconoscere la voce dell’Ego che soffoca il dialogo molto più armonioso  della nostra parte autentica e consapevole, scevra da ogni giudizio su se stessa e sugli altri.

Ecco come fare:

  1. concedersi nell’arco della giornata un momento di silenzio dedicato all’ascolto di sé
  2. accettare qualsiasi pensiero si affacci alla mente senza giudizio
  3. accettare le emozioni che proviamo accogliendole con dei respiri profondi e poi lasciandole andare
  4. essere grati per la meraviglia che siamo e per l’opportunità che abbiamo di scegliere se continuare ad ascoltare l’Ego o il nostro vero Io.