18. mag, 2016

Tutto quello che i nostri figli vogliono sapere sul sesso e che noi non osiamo dire

Accade prima o poi che si debba rispondere alla fatidica domanda “mamma come nascono i bambini?” e credo di aver superato la prova brillantemente,visto che ho creato una storia per mia figlia e che lei stessa ha poi narrato a tutti i suoi compagni della Scuola Materna. Potete immaginare la mia sorpresa quando una delle maestre mi chiese se poteva usare quella stessa storia per descrivere ai piccoli e curiosi allievi il mistero della vita.Ma la vera difficoltà si è presentata qualche anno più tardi,quando i miei ragazzi, in piena adolescenza, mi hanno messa con le spalle al muro con le loro domande molto più dirette.Non ho mai voluto mentire loro, soprattutto riguardo al tema della sessualità. Sarebbe stato ridicolo oltre che ipocrita cercare di nascondersi dietro a frasi del tipo” è ancora troppo presto per parlarne” oppure dietro a farfugliate parole piene di imbarazzo e di vergogna in una società come la nostra dove il sesso te lo sbattono perfino nelle pubblicità di yogurt ricchi di calcio e di un sapore che induce all’amore.Così ho deciso di rispondere con sincerità alla domanda che mi fece mio figlio: “ Mamma, cos’è un rapporto orale?” La risposta era semplice da dare se mi fossi limitata ai dati tecnici, ma desideravo dargli molto di più,un tocco di poesia in quell’atto che spesso si associa alla pornografia. E mi sono soffermata sull’innocente scoperta che i bambini di 8/9 mesi iniziano a fare del mondo attraverso la loro bocca. Leccano, succhiano, gustano ogni oggetto che capita loro tra le mani,lo rifuggono se il sapore è aspro o amaro, lo riportano alla bocca se dolce o salato. Il desiderio di scoprire il nostro oggetto d’amore dovrebbe avere la stessa curiosa meraviglia,lo stesso inesauribile incanto utilizzando tutti i nostri cinque sensi. Così ci si può avvicinarsi all’altro con la vista,osservarne i suoi colori, quello della pelle, degli occhi, dei capelli,le sue sfumature che variano al variare delle emozioni o della luce che lo colpisce. Poi sentirne gli odori,più intensi, meno intensi, l’odore dell’intimità o quello della crema usata dopo la doccia. Udire il dolce suono del suo respiro mentre riposa, o le sue grida di gioia o i suoi singhiozzi di pianto, i suoi sussurri d’amore. Poi gustarne tutti i sapori quello delle sue labbra calde e morbide, delle sue lacrime salate,della sua pelle, per poi assaporare anche il miele del suo sesso. Questo dovremmo insegnare ai nostri figli,delicatamente,dolcemente,questo sto insegnando ai miei figli. Non c’è vergogna nella sensualità,perché la sensualità è il linguaggio dell’Anima quando scopre di avere un corpo.