10. ago, 2016

Mantenere la freschezza di un bambino, di una bambina

Quando giungiamo in questo nostro mondo portiamo con noi la freschezza della nostra innocenza, della nostra vitalità che scorre in noi senza blocchi fluendo da dentro a fuori, da fuori a dentro e da questo continuo scambio impariamo delle cose. 

Ciò che impariamo, purtroppo, ci allontana un po' alla volta dalla nostra fragranza, perchè scopriamo che chi è accanto a noi vive nella paura di non saper gestire l'unicità di ciò che siamo, la verità di ciò che esprimiamo. Così cresciamo nel dubbio, nell'incertezza allontanadoci dal nostro volto autenico. Siamo talmente colmi di paure che non osiamo più andare avanti, che non siamo più spinti dalla curiosità, dallo sperimentare la vita in tutte le sue manifestazioni. Preferiamo rimanere intrappolati in ciò che crediamo essere la nostra realtà, non comprendendo che quello che stiamo vivendo è la realtà di nostro padre o di nostra madre, del nostro insegnante o del nostro prete, pastore, imam, rabbino.

Allora, quando nasce un bambino, non compiamo gli errori che abbiamo subito, ma cogliamo questa nuova opportunità. Non imponetegli nulla, non preparate dei modelli di vita per lui o per lei, ma rispettatolo facendolo crescere senza paure.

Non imponendo nulla, e solo grazie all'osservazione, all'ascolto e al rispetto lui vi ascolterà con maggiore attenzione. Non privatelo di ciò che la vita gli ha donato spontaneamente.

Educare diventa un compito meraviglioso, da praticare quotidianamente con l'arte dell'ascolto del cuore, soprattutto del vostro. Imparate a ritrovare quella voce, quella guida interiore che con profonda saggezza vi indica come allevare i vostri bambini. Date spazio al silenzio, date spazio all'osservazione presente, date spazio all'ascolto senza interferenze.