6. set, 2016

Le nonne e i nonni chiedono il giorno libero

In questi ultimi giorni d’estate c’è chi già programma i propri impegni, che si infittiscono, ogni anno che passa. C’è da alternare lo studio, con la palestra, il gioco col corso di inglese, il corso sull’ambientale con la piscina. L’agenda si fa sempre più fitta e c’è chi vorrebbe alzare bandiera bianca. Sto parlando delle nonne e dei nonni che devono adeguare la propria vita a quella dei nipoti, perché gli impegni sono proprio i loro, e in alcuni casi devono pure chiedere la giornata libera come ogni buon lavoratore, ai propri figli.

Resto strabiliata da questi nuovi genitori che non sanno assumersi la responsabilità che il loro ruolo richiede, non sanno rendere sacro il loro impegno che hanno promesso di assumersi al momento del concepimento. Perché è proprio così, il concepimento è una promessa che facciamo alla vita stessa, di prenderci cura di lei, con devozione e con amore incondizionato sacrificando il nostro egoistico bisogno a quello giocoso, frizzante e nuovo di ogni nuova creatura che ci fa il dono della sua presenza nella nostra vita.

Il ruolo dei nonni, ma soprattutto delle nonne, dovrebbe essere marginale, far parte di una cornice di dolcezza, di piccoli vizi e di grandi virtù, di giochi smaliziati dal tempo e dalla saggezza. Non si può chiedere a loro di sostituire la figura del genitore.

Molti sostengono che sia impossibile, la società non lo consente, i ritmi di lavoro non lo consentono, le esigenze della famiglia non lo consentono….le bollette, l’affitto, il mutuo non lo consentono. Ma poi osservo e scopro che alle concrete necessità si aggiungono il corso in palestra, la cena il sabato sera, l’uscita con gli amici il venerdì sera, e che dire poi della necessità di recuperare i sonni perduti. Niente di meglio che lasciare i propri figli ai nonni, loro sono contenti, si giustificano i genitori, invecchiano più lentamente.

Concordo quando mi viene detto che questa nostra società non è a misura di famiglia, soprattutto di quelle più giovani, ma ritengo che al momento in cui facciamo la scelta di avere dei figli si debbano fare con altrettanta consapevolezza altre importanti scelte di vita.

Non si può delegare l’educazione dei figli ai nonni, non è compito loro. Essere guida compete al genitore, e incarnando questo importante ruolo, deve imparare ad essere guida anche per se stesso crescendo insieme al figlio, alla figlia, deve indirizzare la propria vita scegliendo un nuovo corso da dare alla sua esistenza. Scegliendo come vivere il suo tempo, come concepire il proprio spazio, che valore dare al proprio lavoro.

La società di oggi sta annebbiando le menti e soffocando il cuore. Sta a noi decidere cosa fare della nostra esistenza, sta a noi decidere come viverla insieme ai nostri figli.