13. ott, 2016

Il dolore del bambino interiore

La presenza dei bambini nelle nostre vite è sempre un dono e come tale va rispettato e onorato. Crescere insieme a loro ci permette di riparare aspetti della nostra esistenza che sono ancora materia psichica ed emotiva viva dentro di noi. Infatti le energie pulite e non ancora sottoposte alle variazioni e distorsioni dei condizionamenti sociali, entrano in risonanza con le nostre zone d’ombra che emergono immediatamente dal fondo.

Quindi, ogni volta che proviamo nervosismo, stanchezza, insofferenza, irritazione mentre siamo con loro domandiamoci innanzitutto quale aspetto di noi sta gridando aiuto, sta chiedendo tutta la nostra attenzione. Potrebbe essere il nostro bambino interiore che nel passato si è sentito trascurato e ora chiede con tutta la sua forza di essere accudito, coccolato, sostenuto.

Ciò che non è stato risolto o superato nel nostro passato, inevitabilmente riemerge nel momento in cui diventiamo genitori. Potremmo, per esempio, agire in modo totalmente opposto rispetto a come i nostri genitori si sono comportati con noi:”a mio figlio non gli farò mai mancare nulla”, mentre in realtà stiamo dicendo “non farò mancare più niente al mio bambino interiore”. In poche parole trasferiamo sui nostri figli emozioni ancora vive che appartengono alla nostra infanzia trascurando completamente i veri bisogni dei nostri piccoli. E’ talmente forte e dolorosa la voce che sale dal nostro profondo che quasi non riusciamo più a metterci in una vera posizione di ascolto quando siamo con i nostri bambini.

Il dono che ci fanno i nostri figli è proprio questo, ci mettono di fronte al nostro dolore interiore, ce lo fanno rivivere, ma allo stesso tempo ci chiedono di saperlo superare, di curarlo e guarirlo per poter costruire una relazione d’amore con loro più autentica e più tesa all’ascolto dei loro reali bisogni.  

Come superare il dolore interiore

  1. Durante una situazione di stress che stiamo vivendo con i nostri figli, darsi il tempo di ascoltare tutte le emozioni che vengono a galla e saperle riconoscere.
  2. Descrivere su un quaderno gli stati emotivi che abbiamo riconosciuto
  3. Analizzarli uno per volta e cercare di comprendere a quale periodo risalgono se alla situazione che avete appena vissuto o se appartengono al vostro passato.
  4. Se doveste scoprire che sono emozioni passate agite con voi stessi come avreste voluto che i vostri genitori avessero agito con voi. Immaginate la situazione e visualizzatevi nella parte  di voi genitore e di voi bambino e dite le parole che volevate sentire,datevi gli abbracci che volevate ricevere e ditevi i “ti voglio bene” che volevate sentire.
  5. Ricordatevi sempre che i vostri genitori hanno agito dal loro livello di coscienza e non potete fargliene una colpa, ma solo ringraziarli per ciò che vi hanno dato.