17. ago, 2017

I figli come Maestri

Non nascondo il mio interesse verso la filosofia orientale che, insieme ai saggi e pensatori greci e romani, da secoli indica la via verso un vivere quieto, sereno e non separato dal mondo che ci circonda. Il punto focale è sempre lo stesso: impara a non voltarti verso il passato e a non proiettarti verso il futuro, semplicemente resta nel tuo presente.

Per molti è difficile riuscire a mettere in atto questo stato dell'essere, il permanere senza distrazione nel qui e ora sembra essere molto complesso e per farlo ci votiamo alle discipline di meditazione che offrono esercizi, mantra, canti, isolamento e silenzio. Seguiamo le indicazioni dei guru, e ci impegniamo, con notevole sforzo a riconoscere e a rimanere nel presente.

Ma i nostri più grandi maestri sono molto più vicino a noi di quanto possiamo pensare, sono umili e non intonano canti o mantra eccetto che per dormire, quando alle volte li sentiamo cantilenare una nenia che accompagna il loro sonno.

Sono i nostri figli i nostri più grandi maestri. Loro sanno sostare nel presente con grande e giocosa capacità. Osserviamoli mentre giocano o colorano o esplorano il mondo, osserviamo come respirano o come si muovono mentre scrutano un oggetto, o un insetto, o un fiore. C'è in quello che fanno una sorta di magia, di incanto, di sacro appunto perchè innocente, non turbato da pensieri giudicanti. Osserviamo come niente li distrae da ciò che stanno facendo, percepiamo la loro Presenza, il loro Esserci nell'evento che stanno vivendo, bello o brutto che sia, lo esperiscono intensamente nel qui. Ciò che è accaduto un attimo prima o ciò che accadrà un attimo dopo non esiste, nel tempo senza tempo dei nostri bambini.

Osservare un bambino, una bambina fino all'età di due anni con attenzione amorevole e calma ci consente di imparare la semplicità del vivere quieto e sereno, la respirazione meditativa e la gratitudine per le piccole cose.