Autunno

Illustrazione Diane Duda

Tra le foglie che cadono come dobloni d'oro
che fanno del prato un ricco tesoro,
che danno colore rosso agli alberi del bosco
che profumano l'aria di vino dentro a un fiasco
mi domando, che altro posso volere a più non posso?
Tanti momenti di gioia, che se pur vanno
ritornano presto nell'arco di un anno,
ritornano nel giro di un mese o di un giorno,
e so che li ritroverrò tra i fiori bianchi del viburno. 

Celestina (la depressione infantile)

Illustrazione Diane Duda

Celestina

Mi chiamo Celestina
e sono una bambina
alle volte carina
alle volte birichina.
Però mi prende in certi giorni
una malinconia che non ha ragioni
Ho paura di restare sola
senza un amico, senza una parola,
ho paura del buio, ho paura del niente
e alle volte ho paura della gente.
Ho paura di essere giudicata
e di non sentirmi più amata.
Che sciocchezza questa mia,
questa strana malinconia
che mi chiude al mondo
che mi chiude dentro a un buco tondo.
Ma per fortuna ho un amichetto
che mi dice, facendomi l'occhietto:
"Celestina, ma che fai?
Torna indietro, dove vai?
Il mondo intero ha bisogno di te
e niente che non va c'è.
Esiste il brutto come il bello
ma non per questo devi aprire l'ombrello
che ti ripari la testa dai cattivi pensieri
che vanno e vengono come dei velieri.
Celestina, io sono qui,
mai ti lascerò, dimmi di sì."
Questo il mio amichetto dice
quando  mi vede infelice
ed io l'ascolto volentieri,
ogni giorno,oggi, come ieri
lo tengo stretto per la mano
anche se è un amichetto un po' strano
un elefantino giallo che mi sta sempre vicino
e lo stringo forte, di notte, nel mio lettino.

Tu sei ape e io son fiore

Illustrazione Diane Duda

Tu sei ape ed io son fiore,
tu ronzi ed io spargo l' odore
dei pistilli miei profumati
che raccolgo tra petali incantati.
Tu ti posi tra le mie corolle
e poi voli immersa nelle bolle
di quel polline dorato
che ti porti al nido tuo fatato.
Io ti chiamo coi miei colori
perchè tu possa darmi altri fiori,
figli miei nati da un soffio d'ali,
da un batter di ciglio lieve e senza pari
che possan donar al mondo
l'antico mio ardore
che un giorno si schiuse sotto al sole
per inebriare il cuore di chi 
a passi lenti passò di qui,
colmando il cuore di ricordi deliziosi,
di immagini e di pensieri amorosi.
Tu sei ape de io son fiore,
tu ronzi ed io spargo l'odore
dei pistilli miei profumati
che raccolgo tra petali incantati.
Insieme ci fondiamo in un unico gesto d'amore
per dare all'esistenza intera un nuovo sapore
che sa di eternità,
racchiuso in un battito di felicità.

Filastrocca contro la paura

La paura è cosa scura

che ti blocca l'andatura

che ti tappa bocca e occhi

e ti leva dagli abbracci.

Ma se del cuor conosci il suono

sarai forte più del tuono

avrai occhi ben aperti

pien d'amor e di speranza certi.

 

 

La storia di Ranocchietta

Illustrazione Diane Duda

Nel Paese di non so dove
accadono strane cose
come la storia di ranocchietta
che il suo principe ancora aspetta.
La conoscete la sua storia?
Chi di voi ne ha memoria?
Nessuno ancora la sa?
Non vi preoccupate, eccola qua.
Ranocchietta era di color smeraldo
e viveva nello stagno di un araldo.
Ogni sera sulla sua poltrona si sedeva
e con tutta calma i suoi libri leggeva.
Aveva scoperto, tra le tante pagine sfogliate,
che esisteva un ranocchio che aspettava principesse incantate.
Perchè nei libri non si parla mai di me,
si domandò una sera, tra sè e sè.
Perchè non esiste una storia di ranocchietta
che il suo bel principe da tanto tempo aspetta?
Così decise di prendere carta e penna
e scrivere la sua storia bevendo cioccolata con la panna.
Come era felice dell'idea meravigliosa
che d'un tratto le venne seduta sulla sua poltrona rosa.
Ma d'improvviso un forte rumore rimbombò
e la piccola ranochhietta sobbalzò
tenendo in una mano la sua penna
e nell'altra la sua cioccolata con la panna.
La tazza di cioccolata si rovesciò
e tutti sui suoi fogli si versò.
Povera me, si disse disperata
proprio quando la mia storia era terminata!!!!
Io certo altra fantasia non ho
e scriverla di nuovo non potrò.
Così la nostra ranocchietta
ancora il suo principe aspetta,
ma forse un giorno smetterà di aspettare
e solo in quel momento inizierà ad amare.

Illustrazione Christian Caratelli

Un anno come vola!

Illustrazione Christian Caratelli

Un anno come è passato in fretta
Pensava andando a scuola Elisabetta,
è già caldo per le strade affollate,
manca poco alle giornate spensierate
trascorse all’ombra dei giardini
giocando e ridendo con gli altri bambini.
Ma ad un tratto apparve nella sua testa
Un pensiero che frenava la sua voglia di fare festa.
Chi avrebbe incontrato ogni mattina?
Non certamente quella dolce fornarina
Che ogni giorno le dice “Buon dì, passerotto”
Regalandole un sorriso e un croccante biscotto,
e nemmeno l’allegro postino
che porta la posta sul suo motorino.
Non avrebbe incontrato neanche quel giovanotto
Che porta a passeggio il suo nero bassotto
O quella grossa signora 
Che va a far la spesa alla solita ora.
E che dire dei suoi compagni di scuola?
Mamma mia, certo, un anno come vola!!!
Non avrebbe più visto Amadou
Che ama correre fino a laggiù
E la sua amica prediletta
Che si chiama anche lei Elisabetta. 
Che risate, che confusione,
quando la maestra le chiama per nome.
Non avrebbe più visto Giacomo e Jhonny, amici per la pelle,
che quando sono insieme fanno ridere a crepapelle.
Le sarebbe mancato anche il custode Brunone
Che dopo il suono della campanella, chiude il portone
E brontola sempre i ritardatari
Facendo tintinnare le sue pesanti chiavi
Come per dire “la prossima volta non vi apro di certo
Se la mattina non vi alzate un po’ più presto”.
Certo un anno come è passato in fretta
Scorrendo sui giorni come fosse un barchetta
Pensò ora sorridendo Elisabetta
Tenendo gli amici nel cuore e la felicità a sè stretta
“ mi aspettano tante altre belle giornate”
è arrivata finalmente l’Estate!
Accadranno tante altre cose belle
sotto il caldo sole o alla luce delle stelle
da raccontare tutte d’un fiato,
sdraiati sopra a un bel prato,
alla maestra e agli amici di scuola 
mente un altro anno veloce vola!!!!”

L'altalena

Illustrazione Diane Duda

Sto su un'altalena col capo all'insù
mi spingo più in alto sempre di più.
Sopra di me le nuvole a ciuffi
che hanno volti a volte un po' buffi
Il cuore ogni volta fa i suoi tuffi
quando dall'alto ricado facendo gli sbuffi.
Rido perchè dal mio trono mi pare 
di essere un uccellino su un ramo a cantare
e la gente incantata dal suono melodioso
si ferma per un attimo e trova riposo.
Perchè disperarsi per le giornate amare
quando basta mettersi a fischiettare.
Si sa che la vita è un'altalena
quindi a che serve darsi pena,
quando sei in alto col capo all'insù
poi viene il momento di lasciarsi cadere giù
senza timore nè paura
sceglendo sempre l'Amore come via sicura.

Illustrazione di Diane Duda